• 1039 - Alhazan Ibn Al-Haitham descrive il principio della camera oscura richiamando le osservazioni di Aristotele.
  • 1267 - Roger Bacon scrive una descrizione della camera obscura.
  • 1500 - Leonardo da Vinci realizza sviluppa osservazioni sulla natura della luce e sul funzionamento dell’occhio umano.
  • 1545 - Reiner Frisius pubblica la prima illustrazione di una camera oscura.
  • 1550 - Girolamo Cardano propone l’impiego della convessa in sostituzione del foro stenopeico nella camera osbcura migliora.
  • 1556 - L’alchimista Georgius Fabricius osserva che la “luna cornea”, cioè il cloruro d’argento, annerisce con l’esposizione alla luce.
  • 1558 - Giovanni Battista Della Porta spiega l’applicazione della camera osbcura applicata al disegno.
  • 1646 - Athanasius Kircher progetta una camera obscura di dimensioni tali da poter accogliere il disegnatore.
  • 1657 - Kaspar Schott costruisce una camera oscura con due elementi, con quello interno scorrevole a cassetto, in modo da poter variare la messa a fuoco.
  • 1685 - il monaco tedesco Johann Zahn realizza una camera oscura reflex portatile.
  • 1704 - Isacco Newton formula la teoria corpuscolare della luce.
  • 1756 - Nasce a Vienna la Voigtlander come fabbrica di strumenti scientifici ed ottici.
  • 1757 - Giovanni Battista Beccaria osserva che la luce annerisce i sali d’argento.
  • 1777 - Carl Wilhelm Scheele studia la sensibilità dei sali d’argento ai diversi colori della luce solare scomposta da un prisma.
  • 1717 - Johann Heinrich Schulze ottiene impronte solari effimere utilizzando come matrice fogli di carta con caratteri a stampa. Egli impiega la luce solare ed una miscela in bottiglia di gesso e nitrato d'argento in acido nitrico. Ciò al fine di mostrare come la sostanza all'interno della bottiglia si scurisce nelle aree esposte alla luce.
  • 1788 - Physionotrace, macchina inventata da Gilles Louis Chrétien per l’esecuzione di ritratti in silhouette.
  • 1800 - Thomas Wedgwood cerca di ottenere immagini permanenti con la camera obscura. Il supporto primario è cuoio sensibilizzato ai sali d’argento. Egli ottiene in questo modo leggere sagome senza dettaglio, senza riuscire a rendere permanete l’impressione.
  • 1820 - Prosopgraphus, The Automaton Artist, Londra, dispositivo ottico-meccanico per ritratti in silhouette.
  • 1807 - William H. Wollaston inventa la camera lucida, dispositivo ottico a supporto del dissegno dal vero.
  • 1815 - David Brewster realizza un sistema ottico per la visione stereoscopica.
  • 1816 - Nicéphore Niépce riesce a realizzare negativi fotografici su carta trattata con cloruro d'argento, ma non riesce a fissarle per evitare che si scuriscano uniformemente se esposte alla luce per prenderne visione.
  • 1819 - Lo scienziato inglese Sir John Herschel scopre il composto chimico che viene allora identificato come ‘iposolfito di soda’, oggi denominato tiosolfato di sodio, che è in grado di sciogliere i Sali d’argento non esposti alla luce. Questa sostanza verrà in seguito utilizzata come fissaggio in fotografia.
  • 1822 - Nicéphore Niépce abbandona le sperimentazioni fotografiche con l’alogenuro d'argento a causa delle difficoltà di fissaggio dell’immagine e passa all’impiego di lastre di metallo e vetro su cui stende uno strato di bitume di giudea su metallo e vetro. Ottiene la prima eliografia permanente, una copia di un'incisione che ritrae Papa Pio VII. L’immagine è ricavata mediante stampa a contatto, usando la luce diretta del sole, senza fotocamera né obiettivo. Il fototipo va in seguito perduto. Un esempio superstite del suo "processo eliografico" è del 1825.
  • 1826 - Niépce ottiene quella che è considerata la prima fotografia esponendo in una camera oscura una lastra eliografica, ora conservata all’Università di Austin in Texas, per 8 ore o forse anche per più giorni.
  • 1834 - Il pittore franco-brasiliano Hércules Florence, rivendica di avere inventato autonomamente un processo fotografico in questo anno. Tale rivendicazione resta priva di qualsiasi prova concreta.
  • 1839 - Louis Daguerre rende pubblico il processo dalla dagherrotipia. Il dagherrotipo consiste in una fotografia realizzata su lastra di rame argentata, sensibilizzata ai vapori di iodio, esposta in fotocamera ed inseguito trattata con i vapori di mercurio. Le immagini risultano permanenti, ben dettagliate e con una buona scala tonale in bianco. L’esposizione richiede originariamente diversi minuti, ma i miglioramenti rapidamente introdotti in seguito riducono il tempo di posa a pochi secondi.
  • 1839 - L’inglese Sarah Anne Bright produce una serie di fotogrammi per contatto simili ai disegni fotogenici di Talbot.
  • 1839 - Henry Fox Talbot presenta alla Royal Institution esemplari dei disegni fotogenici da lui ottenuti a partire dal 1835. Si tratta di fototipi ottenuti per contatto su carta sensibilizzata ai sali d’argento e minuscoli negativi ripresi in controluce. Le esposizioni richieste sono decisamente superiori a quelle necessarie in dagherrotipia. Qualità tonale e definizione non sono nemmeno paragonabili a quelle offerte dal processo di Daguerre.
  • 1839 - Hippolyte Bayard presenta la prima esposizione pubblica di fotografie. Egli sostiene di aver inventato un processo fotografico autonomo su carta prima di Daguerre e di Talbot.
  • 1839 - John Herschel propone a Henry Fox Talbot l’impiego dell’'iposolfito di soda (ora noto come tiosolfato di sodio) come fissaggio dell’immagine fotografica ai sali d’argento.
  • 1840 - Lo scienziato francese Armand Hippolyte Louis Fizeau scopre il viraggio all’oro che rende i dagherrotipi più stabili e resistenti, migliorandone la scala tonale.
  • 1841 - Henry Fox Talbot brevetta il processo calotype a matrice negativa in carta cerata sensibilizzata con nitrato d’argento e ioduro d’i potassio. Per la pratica professionale della calotipia Talbot richiede il possesso di un’apposita licenza con pagamento dei relativi diritti di concessione. Il fototipo ottenuto con questo metodo di ripresa e stampa è denominato Talbotype.
  • 1842 - il fotografo inglese Richard Beard brevetta un metodo di applicazione manuale del colore sui dagherrotipi
  • 1844 - Talbot pubblica ‘The pencil of Nature’, il primo libro che include stampe fotografiche.
  • 1848 - Il fisico francese Edmond Becquerel esegue esperimenti per ottenere fotografie a colori. Il procedimento è molto complesso ed instabile. Richiede pose di ore e l’immagine non è permanente perché i colori ottenuti si dissolvono osservandoli alla luce.
  • 1850 - Il reverendo Levi L. Hill annuncia di avere ottenuto dagherrotipi colorati con un processo che non fu mai in grado di definire in modo compiuto. Analizi contemporanee eseguite sui suoi dagherrotipi rivelano in parte effetti di colore fotochimico, ma anche ritocchi eseguiti a mano con pigmenti.
  • 1851 - Frederick Scott Archer pubblica su The Chemist un articolo che spiega il processo al collodio umido, da lui inventato nel 1848. Il procedimento non viene brevettato e pertanto si afferma rapidamente per la fotografia negativa e positiva su vetro. Questo processo viene applicato in ambrotipia ed in ferrotipia, trovando applicazione su una grande attività di supporti.
  • 1854 - Il fotografo parigino André-Adolphe-Eugène Disdéri brevetta il formato carte de visite, destinato prevalentemente alla fotografia ritrattistica. Tale formato era già comunque in uso, anche se non ancora adottato in modo diffuso. Disdéri utilizzò una fotocamera ad obiettivi multipli in modo da ottenere diverse pose sulla medesima lastra di grande dimensione. La stampa a contatto poteva così essere ritagliata e le singole immagini incollate su cartoncino in formato biglietto da visita.
  • 1855 - Alphonse Louis Poitevin, chimico e fotografo francese, inventa il processo fotomeccanico della collotipia, conosciuto anche come Albertype, che sfrutta la fotosensibilità del bicromato di potassio. Nello stesso anno Poitevin brevetta il processo al carbone, anch’esso come applicazione del bicromato di potassio.
  • 1855 - Il matematico e fisico scozzese James Clerk Maxwell presenta una relazione alla Royal Society of Edinburgh nella quale descrive il principio di sintesi additiva dei colori RGB applicato alla fotografia. La spiegazione dettaglia fu pubblicata nella raccolta Society’s Transactions del 1857.
  • 1860 - Lo scutore e fotografo francese François Willème inventa e pratica la fotoscultura.
  • 1861 - James Clerk Maxwell dimostra la prima fotografia a colori ottenuta dal fotografo Thomas Sutton seguendo il procedimento ideato da Maxwell stesso nel 1855. Tre immagini riprese di un fiocco di tartan colorato, riprese in separazione di colore RGB, vengono proiettate sovrapposte utilizzando i rispettivi filtri colorati. Ciò avvenne in occasione di una lezione sulla teoria del colore tenuta alla Royal Institution.
  • 1868 - Louis Ducos du Hauron registra diversi brevetti relativi alla fotografia a colori e fondati sulla sintesi dei colori primari in tricromia, inclusa la realizzazione di stampe a colori su carta con il sistema sottrattivo. I principi, alla base dei processi colore che si affermeranno molto più tardi, vengono pubblicati l’anno seguente, ma non vengono sfruttati con applicazioni pratiche commerciali a causa della mancanza di tecnologie adatte ed economicamente convenienti.
  • 1871 - Richard Maddox inventa i materiali fotosensibili con emulsione in gelatina.
  • 1873 - Hermann Wilhelm Vogel scopre come estendere la fotosensibilità dei materiali fotografici alle lunghezze d’onda del verde, giallo e rosso cioè come ottenere una sensibilità pancromatica. I materiali fino ad allora in uso, sensibili quasi solo alle radiazioni ultraviolette, violetto e blu, erano esclusivamente ortocromatici. I problemi tecnici di produzione non saranno risolti fino alla seconda metà del 1880 e le emulsione pancromatiche diverranno di uso comune solo nella seconda metà del XX° secolo.
  • 1876 - Hurter & Driffield danno inizio alla scienza della sensitometria, stabilendo i fondamenti scientifici per la misurazione delle caratteristiche delle emulsioni fotografiche.
  • 1878 - Viene scoperta la maturazione a caldo delle emulsioni fotosensibili in gelatina, trattamento che consente di accrescere notevolmente la sensibilità dei materiali, aprendo la strada alla fotografia istantanea con tempi di posa brevissimi.
  • 1878 - Eadweard Muybridge costruisce un sistema di fotocamere collegate in serie che sono in grado di eseguire una sequenza di scatti che registrano un’azione. Ogni fotografia può essere presa con un tempo fino a un duemillesimo di secondo e sono possibili circa 25 scatti al secondo. La sequenza di fotogrammi può essere visionata come animazione grazie ad uno zootropio, dispositivo ottico inventato da William George Horner nel 1834. Lo scopo è quello di analizzare scientificamente le azioni umane e studiare come si muovono gli animali.
  • 1881 - L'americano David Henderson Houston inventa il primo rullino per pellicola, brevetto che verrà ceduto a George Eastman che lo utilizzerà nella fotocamera box Kodak n.1.
  • 1884 - George Eastman fonda la Eastman Dry Plate Co.
  • 1885 - George Eastman fonda la Eastman American Film.
  • 1887 - George Eastman inizia la produzione di pellicola fotosensibile su supporto trasparente in celluloide.
  • 1879 - George Eastman inventa una macchina per la stesura dell’emulsione fotosensibile su lastra ed avvia la produzione industriale su vasta scala di lastre secche alla gelatina-bromuro.
  • 1888 - La fotocamera box Kodak n ° 1, la prima fotocamera facile da usare, viene introdotta con lo slogan "Premi il pulsante, noi facciamo il resto" (You press the button - we do the rest).
  • 1888 - Nasce marchio commerciale Kodak ed entra in produzione la Kodak n.1, il primo apparecchio fotografico con pellicola in rullo precaricato in fabbrica e da riconsegnare alla Kodak per lo sviluppo. la stampa ed una nuova ricarica. Lo slogan con cui viene lanciato è: “voi premete un bottone, noi facciamo tutto il resto” (
  • 1889 - La Eastman Company mette in commercio la prima pellicola fotosensibile trasparente in rullo.
  • 1891 - Gabriel Lippmann sperimenta la riproduzione fotografica dei colori sfruttando il fenomeno dell'interferenza tra l’immagine ed il suo riflesso. Il processo Lippmann non trova applicazione commerciale a causa della sua complessità e criticità.
  • 1891 - William Kennedy Laurie Dickson, tecnico del laboratorio di Thomas Edison . costruisce la prima macchina per ripresa cinematografica.
  • 1895 - Auguste e Louis Lumière inventano il cinema utilizzando pellicola in bobina formato 135 e producono il primo filmato per proiezione pubblica.
  • 1898 - Kodak presenta la prima fotocamera pocket folding, cioè ‘da tasca’ con soffietto ripiegabile che impiega pellicola in rullo.
  • 1900 - Kodak commercializza la fotocamera Brownie, che può essere considerata la prima macchina fotografica per impiego amatoriale in quanto veniva venduta a un dollaro ed impiegava pellicola che costava 15 centesimi al rullino.
  • 1901 - Kodak inizia la produzione della pellicola in rullo formato 120, 6x6 cm.
  • 1907 - Inizia la produzione delle lastre diapositive a colori Autochrome Lumière che possono essere trattate direttamente anche dagli amatori. Il processo era stato brevettato nel 1903.
  • 1912 - Viene prodotta la fotocamera Vest Pocket Kodak che impiega film in rullo formato 127.
  • 1913 - Kodak inizia la produzione di pellicole cinematografiche pancromatiche 35 disponibili solo su ordinazione industriale per le case cinematografiche.
  • 1914 - Kodak introduce il sistema Autographic film.
  • 1917 - La Nippon Kogaku K.K., in seguito denominata Nikon, nasce dalla fusione di tre piccole aziende locali.
  • 1919 - viene fondata l’azienda Asahi Optical Pentax
  • 1920 - inizia l’attività della Fabbrica Italiana Lamine Milano, in seguito denominata Ferrrania.
  • 1922 - Kodak commercializza la pellicola pancromatica cinematografica 35 mm.
  • 1925 - Leica introduce il formato 35 mm per le fotocamere, derivato dal formato della pellicola cinematografica.
  • 1928 - Il chimico inglese Douglas Arthur Spencer inventa il processo fotografico a colori Vivex e fonda la Colour Photography Ltd, attiva a Willesden dal 1928 al 1939. Questo procedimento di stampa a colori su cellophane cerato sfrutta la sintesi sottrattiva del colore CMY utilizzando come matrice tre lastre di selezione esposte in sequenza oppure simultaneamente con la Vivex Tri-Colour Camera.
  • 1929 - Rollei presenta la fotocamera biottica Rolleiflex che impiega pellicola in formato 6×6 cm.
  • 1934 - Kodak commercializza il primo caricatore monouso in rullino per pellicola 135.
  • 1935 - Inizia la produzione della pellicola invertibile multistrato a colori Kodachrome, disponibile dal 1936 nei formati 8 mm, 16 mm e 35 mm; dal 1938 in pellicola piana.
  • 1936 - La Ihagee Kamerawerk di Dresda inizia la produzione della Exacta, la prima fotocamera reflex 35 mm.
  • 1936 - Agfa brevetta il processo fotografico e lo sviluppo per stampe a colori che sfruttavano questo principio. La conseguenza commerciale fu la produzione nel 1936 di Agfacolor Neu, un sistema di stampa cromogenica a colori da diapositiva.
  • 1939 - Agfacolor inizia a produrre pellicola a colori 35 mm negativa e positiva per l’industria cinematografica. Si tratta di un materiale diapositivo, non destinato alla stampa a colori su carta.
  • 1939 - Viene presentato il visore 3D stereoscopico View-Master che usa dischi con sette coppie di immagini su pellicola a colori Kodachrome.
  • 1941 - Nel novembre del 1941, il periodico “Popular Science” annuncia così l’avvento di una nuova epoca nella stampa fotografica a colori: «Full-Color Prints Made from Film Transparencies». “Kodak porta la fotografia a colori nella vita di ciascuno” (Kodak Research has made color photography a part of everyone's life). Le stampe a colori, su supporto in celluloide, sono denominate Minicolor.
  • 1942 - Kodak brevetta la pellicola cromogenica a colori per diapositive e stampa fotografica a colori su carta.
  • 1946 - Kodak mette in commercio le pellicole piane diapositive in foglio Ektachrome, le prime che possono essere sviluppate direttamente dai fotografi e dai laboratori con un kit di trattamento.
  • 1947 - Dennis Gabor inventa la fotografia olografica che sfrutta l'interferenza di due fasci di luce laser.
  • 1947 - Edwin H. Land presentala la fotografia a sviluppo istantaneo Polaroid nel corso dell’assemblea annuale dell’Optical Society of America
  • 1948 - Viene commercializzata la prima fotocamera Polaroid a sviluppop immediato: la Polaroid Model 95.
  • 1948 - Kodak introduce la pellicola 35 mm in triacetato per uso cinematografico che rapidamente sostituisce le pellicole a nitrato di cellulosa, estremamente infiammabili.
  • 1954 - entra in commercio la pellicola ad alta sensibilità KODAK TRI-X.
  • 1955 - Kodak rende disponibile per i laboratori commerciali i propri materiali fotosensibili Kodacolor ed i chimici per la stampa a colori su carta cromogenica Kodak "Type C",
  • 1958 - la pellicola Kodacolor negativa per stampe diventa finalmente disponibile nel formato 135.
  • 1963 - vengono commercializzate le fotocamere e le cartucce Kodak Instamatic. In meno di dieci anni vengono venduti 50 milioni di caricatori.
  • 1968 - Peter J.W. Noble inventa il primo sensore attivo MOS.
  • 1973 - L’azienda Fairchild Semiconductor mette in produzione il primo CCD a 100 colonne e 100 righe pixel.
  • 1975 - Bryce Bayer, tecnico della Kodak, progetta il filtro a mosaico Bayer per i sensori a colori CCD.
  • 1975 - Nei laboratori Kodak, Steven Sasson costrisce la prima fotocamera digitale. Il dispositivo utilizza un fotosensore CCD bianco e nero con risoluzione 0,01 megapixel, ma la portata della scoperta non viene compresa dalla dirigenza che abbandona lo sviluppo alla fase di prototipo.
  • 1981 - Sony produce la prima fotocamera digitale, la Mavica FD5, con sensore 570 x 490 pixel. Il supporto di memorizzazione è un dischetto floppy.
  • 1994 - Nikon mette in commercio il primo obiettivo stabilizzato destinato al mercato consumer.
  • 1996 - Eastman Kodak, FujiFilm, AgfaPhoto, e Konica presentano il formato APS, Advanced Photo System.
  • 1998 - Fujifilm introduce il sistema con codice a barre applicato ai rullini per l'identificazione automatica della sensibilità e del numero dei fotogrammi
  • 1998 - Fujifilm inizia la produzione di fotocamere e materiali sensibili per la fotografia istantanea sistema Instax.
  • 2000 - Sharp Corporation presenta J-Phone, il primo cellulare commerciale dotato di fotocamera.
  • 2005 - Agfa cessa la produzione di pellicole fotografiche per il mercato consumer.
  • 2008 - Polaroid cessa la produzione di materiali per la fotografia istantanea
  • 2009 - FujiFilm annuncia la produzione della prima fotocamera digitale 3D con possibilità di ottenere stampe 3D
  • 2009 - Kodak annuncia la cessazione della produzione delle pellicole Kodachrome.
  • 2011 - L’azienda Americana Lytro, Inc. inizia la produzione della prima fotocamera plenottica in grado di registrare informazioni in 4D grazie ad una matrice di microlenti. Il dispositivo sfrutta il principio del campo luminoso teorizzato da Gabriel Lippmann nel 1908. La fotocamera rileva l’aspetto tridimensionale della scena e consente di ottenere raffigurazioni che hanno corpo e profondità oppure fotografie bidimensionali nelle quali una elaborazione successiva alla ripresa può definire arbitrariamente la messa a fuoco e la profondità di campo.
  • 2017 - Kodak annuncia la ripresa della produzione delle pellicole diapositive Ektachrome.
  • 2017 - The Impossible Project diventa Polaroid Originals. Polaroid produce nuove emulsioni in B&N ed a colori per la fotografia istantanea.
  • 2018 - Hasselblad annuncia la fotocamera H6D-400c con sensore da 400-megapixel che in modalità Multi-Shot arriva a generare immagini da 2.4GB, 16-bit TIFF, 23200 x 17400 pixel.

© 2018 by Gabriele Chiesa

 

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