In:
Meridione: Sud e Nord nel mondo, Rivista Trimestrale, Autori Vari,  Edizioni scientifiche italiane, Volume 7.
Fine Ottocento, Inizi Novecento
… viene ricordata la figura di Salvatore Cestari, fotografo cassettista operante inizialmente a Torre del Greco e poi a Napoli fino a tarda età. I tre figlioli, Ettore, Mario e Gerardo, ne proseguirono il mestiere. Ettore, il primogenito, intraprese l'attività di fotografo di strada all'età di 17anni. Gerardo, più piccolo di tre anni, dopo aver esercitato per diversi anni la medesima attività di famiglia, si impiegò come vigilante presso il Carcere minorile di Napoli e nei momenti liberi continuò a praticare il mestiere di cassettista per integrare il magro stipendio. Questa famiglia di fotografì operò sempre in area napoletana.

In:
Fotografia e fotografi a Milano dall'Ottocento ad oggi, a cura di A.L. Carlotti, Milano, Abitare Segesta, 2000.
Anni Venti e Trenta (Dario Reteuna)
« Si rinnova in questi anni anche il successo della fotografia ambulante, frutto della mobilità turistica e dei nuovi processi per consegna istantanea per i cassettisti. Si usano macchine che scattano il negativo su cartoline con speciali emulsioni rapide; la cartolina-negativo viene sviluppata all'interno del soffietto attraverso maniche a tenuta di luce, e quindi riprodotta a distanza ravvicinata. »

In:
"Manuale del Minutero", Rafael Garriga, Barcelona, maggio 1926
 1926
Rafael Garriga, già nel 1919 allievo di Rodolfo Namias, pubblica nel maggio 1926 l'opera di riferimento per la fotografia minutera: "Manuale del Minutero".
Il testo, ricco di spiegazioni, schemi e formule, inizia precisando che
« I fotografi ambulanti, generalmente noti con il termine "Minuteros", sono legioni nel nostro Paese. »
... Testimoniando con ciò che la fotografia ambulante immediata è una pratica già diffusa da tempo.
Il processo è spiegato con chiarezza inequivocabile, sottolineandone l'autonomia e l'originalità rispetto alla ferrotipia.

pag. 12
Principio del procedimento impiegato
... I fotografi Minuteros dispongono essenzialmente di una fotocamera all'interno della quale è possibile collocare il materiale sensibile da utilizzare, che generalmente consiste in carte postali alla gelatina-bromuro prodotte espressamente per questo genere di fotografia.
Questa stessa fotocamera accoglie in vaschette speciali i bagni per i trattamenti.
Si inizia ottenendo la fotografia matrice su una di queste carte postali, sulla quale l'immagine si presenterà in negativo.
Questa immagine dovrà essere successivamente riprodotta con la medesima fotocamera, mediate un'altra carta postale, ottenendo così la copia positiva.
Questo procedimento consente di ottenere il numero di copie desiderato.

In:
AFT, Rivista di Storia e Fotografia. N. 41. Dicembre 2005. Archivio Fotografico Toscano - Comune di Prato.
Una fotografia per sei uova, di Andrea Greco.
Anni Trenta
… si riporta la testimonianza di due donne ultraottantenni della provincia di Palermo che raccontano come avvenne il loro primo contatto con la fotografia. Avevano allora rispettivamente 14 e 16 anni. Il fotografo arrivò in paese a dorso d’asino lanciando il suo grido di richiamo: “E sempi parata è ‘a ma machina! Accu vò l’impicciamu!”  (La mia macchia è sempre pronta! Fissiamo chiunque lo voglia!)
Le ragazze interruppero il lavoro di ricamo del corredo a cui erano intente e la più grande scese in strada a contrattare, pur senza avere i soldi per pagare. Il compenso fu infine stabilito in 6 uova per ciascuna delle due fotografie. Indossarono il loro abito migliore, le scarpette della festa ed infine lo scatto fu realizzato sfruttando il muro della casa come fondale. Lo stupore fu massimo quando videro il fotografo ficcare il braccio nella fotocamera ed eseguire misteriose manipolazioni che durarono un po’ di tempo.
Tutta la preparazione e le operazioni che seguirono si svolsero sotto gli occhi curiosi dell’intero vicinato, sceso in piazza ad assistere all’evento.
Le anziane signore ricordano che qualcuno avrebbe loro suggerito di confessare il peccato di vanità che avevano compiuto, ma considerano che i maligni erano caduti nel ben peggiore peccato dell’invidia.
Farsi ritrarre in fotografia nella povera provincia rurale italiana di primo novecento era un considerato un avvenimento memorabile.
Andrea Greco rievoca nell’articolo l’epopea dei “magnifici randagi” celebrata dallo storico della fotografia Ando Gilardi e descrive il processo utilizzato dai cassettisti.
L’articolo si conclude con l’osservazione « L’ultimo fotografo “cassettista” operò a Firenze sino ai primi anni '80 davanti alla basilica di Santa Maria Novella.»
 
In:
Fotogiornalismo in Italia, Italo Zannier, Centro Iniziative Culturali Pordenone, 1980.
1937
… si narra l’esperienza che segnò la vocazione del grande fotoreporter Nello Valentino Petrelli, detto ‘Tino’.
« Un giorno — eravamo nel 1937 ed aveva quindici anni — capitò con la famiglia davanti all'obiettivo-culo-di-bicchiere del cassettista che agiva dinanzi al Castello Sforzesco, a Milano. La sua fresca, onesta fantasia di friulano rimase profondamente colpita dal miracolo della “foto-formato-cartolina-pronta-mentre-voi-date-un'occhiata-al-cannone-degli-austriaci”. E non ci fu più niente da fare… »

In:
Foto annuario italiano A.L.A.
1943
« ... i così detti « Cassettisti» giacché, finite le lastre comprate all'arrivo del vaglia da casa, si facevano negative su carta e con la stessa macchina si ricavavano le positive. »
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Sebbene il processo fotografico di fotografia immediata di strada sia tipicamente negativo-positivo su carta.
Va notato che fino verso gli anni '70 furono in produzione speciali carte B&N invertibili autopositive.
La Ferrania ne produceva e forse la più nota era la DIA DIRECT della GEVAERT.
Risulta infine possibile invertire la normale carta baritata al bromuro.
I risultati migliori si ottengono con quella a superficie opaca.
Per il processo di inversione si usa il comune sviluppo per carta al metolo-idrochinone, il normale fissaggio ed un bagno di inversione così composto:

I)
Permanganato di potassio   gr. 3
Acido solforico concentrato   cc. 10
Acqua fino a 1 lt.

A cui si fa seguire il secondo bagno:

II)
Metabisolfito di potassio   gr. 50
Acqua fino a 1 lt.

Nota bene: non l’ho provato! Sto riportando una ricetta di sessant’anni fa ;-)

Attualmente è possibile utilizzare la Carta Positiva diretta Harman/Ilford.
Il processo di fotografia minutera storico originale rimane comunque quello a matrice negativa su carta opaca e successiva riproduzione in positivo, utilizzando la tradizionale ed economica carta fotosensibile.

© 2018 by Gabriele Chiesa

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Fotografía minutera by Barbara Ghidini, Brescia 4.8.2017

 

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