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Tecnica della fotografia
Le caratteristiche dell' illuminazione fotografica | Le caratteristiche dell' illuminazione fotografica |
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Le caratteristiche dell' illuminazione fotografica© 2000 by Gabriele Chiesa
Consideriamo le situazioni di base dell'illuminazione. L'illuminazione frontale
Quando la luce cade perpendicolarmente alla parte anteriore del soggetto, provoca ombre indefinite, visibili dal punto in cui si trova l'apparecchio fotografico se anche questo è vicino alla sorgente di luce o quasi in asse con essa. L'illuminazione laterale.Quando la fonte di luce si trova posta lateralmente rispetto all'asse fotocamera-soggetto, illumina completamente un fianco del soggetto stesso e lascia l'altro nella più completa oscurità. Il soggetto assume così un forte rilievo, in quanto le parti che sporgono vengono evidenziate al massimo e ognuna viene resa in una metà molto chiara, e in una molto scura, a volte nera. Anche l'illuminazione laterale è comune nell'esperienza visiva di tutti i giorni e viene pertanto accettata come naturale. I'illuminazione dall'altoSe la luce arriva sul soggetto dall'alto, provoca ombre simili a quelle già prese in considerazione con l'illuminazione laterale. Vengono pertanto evidenziate le parti sporgenti o rientranti del soggetto, che saranno riprodotte in parte molto chiare e in parte molto scure. Tranne che nei paesi tropicali, l'illuminazione dall'alto non si verifica se non in studio e appare quindi innaturale agli occhi di un osservatore. L'illuminazione dal basso
Quando la luce raggiunge il soggetto dal basso, le ombre sono rivolte verso l'alto. Le parti sporgenti sono chiare nella parte bassa e in ombra nella parte alta. Le ombre proiettate vanno a fondersi con la parte alta del soggetto, anche essa in ombra, dando luogo a un'unica zona molto scura. L'illuminazione da dietroPonendo la sorgente di luce dietro il soggetto, questo risulta completamente in ombra, ma la sua presenza viene sottolineata da un bordo luminoso che deriva dalla riflessione dei raggi sulle superfici ruvide, sui tessuti o sui capelli: l'effetto ricorda quello di un'eclisse di sole. Il bordo di luce si allarga spostando la sorgente di luce lateralmente, verso l'alto o verso il basso. Questo effetto di illuminazione è normale quando il sole sorge o tramonta, e non appare pertanto innaturale. Nello stesso tempo lascia però la parte anteriore del soggetto completamente in ombra, per cui in fotografia di solito si ritiene opportuno schiarire questa parte frontale e a tale scopo si ricorre spesso a un pannello riflettente o a una seconda sorgente di luce. Le luci fondamentaliNon ci sono limiti al numero di sorgenti di luce che si vogliono usare, né al ruolo che ciascuna può svolgere come componente di un determinato schema di illuminazione. Ogni fonte di luce può assumere però soltanto quattro particolari funzioni (anche se un solo illuminatore - lampada o flash - può assumere contemporaneamente più di una funzione) quella di luce principale, di luce secondaria, di luce d'effetto o di luce per lo sfondo. La luce principaleIn ogni schema di illuminazione c'è una luce che predomina sulle altre; determina le luci e le ombre più importanti e la sua posizione condiziona l'effetto generale del risultato finale. Altre luci abbastanza intense per competere con quella principale potrebbero produrre altre ombre, dividere l'interesse dell'osservatore e l'immagine potrebbe risultare confusa e incoerente. La luce secondaria
Il compito della luce secondaria è quello di schiarire le ombre portate dalla luce principale. AI contrario dell'occhio umano, le emulsioni fotografiche non sono in grado di registrare in modo soddisfacente forti contrasti tra luci e ombre, come appunto quelli presenti in un soggetto illuminato da un'unica sorgente di luce. Perciò la luce secondaria, diretta sulle ombre, rende possibile una corretta resa tonale dell'immagine. Si raggiunge un ragionevole equilibrio tra le parti illuminate e quelle in ombra quando la luminosità di queste ultime è pari all'incirca a un terzo delle altre. Si arriva a questo risultato variando la distanza tra luce secondaria e soggetto, oppure usando illuminatori (lampade o flash) di diversa potenza o variamente schiariti in modo da ridurre il flusso luminoso. La luce d'effettoLa luce cosiddetta d'effetto ha lo scopo di introdurre nel soggetto una zona limitata di particolare luminosità, per esempio un profilo chiaro, oppure un riflesso sui capelli o su una guancia in un ritratto. Una delle soluzioni più comuni tra le applicazioni fotografiche della luce d'effetto consiste nel porre una lampada dietro il soggetto per formare un alone luminoso, di solito intorno ai capelli. Possono svolgere la funzione di luce d'effetto gli spot, le lampade a luce diffusa, i pannelli riflettenti e anche degli specchi. La luce per lo sfondo
Fotografando in esterni, lo sfondo può essere semplice o composto da molti oggetti, illuminato o in ombra: ma, in ogni caso, si tratta sempre della scelta di un qualcosa che già esiste. In studio, invece, lo sfondo lo deve creare il fotografo; e nell'immagine finale non ci sarà alcuno sfondo visibile se il fotografo, volutamente o per caso, non l'avrà illuminato. Gli sfondi possono essere i più vari: si va da superfici piane o fondali di vario colore, a complete ricostruzioni di ambienti (o varie superfici lavorate). Chi lavora professionalmente preferisce spesso illuminare separatamente lo sfondo con una luce apposita. Questa può essere uno spot o una sorgente di luce diffusa, a seconda delle necessita. Quando si utilizza uno spot si può alterare la forma del raggio di luce proiettato sullo sfondo regolando la messa a fuoco, modificando l'angolo di incidenza del raggio oppure adottando delle maschere applicate alla parte anteriore dello spot. Usando un sistema a illuminazione diffusa si può invece intervenire spostando la sorgente di luce stessa e l'eventuale pannello riflettente e facendo uso di maschere sagomate di cartone per proiettare ombre nella forma desiderata. I pannelli riflettenti
Quando si dispone di una sola sorgente di luce, è possibile affidare a superfici riflettenti il ruolo di luce secondaria. Le superfici riflettenti sono di solito dei pannelli piani verniciati in bianco o in argento, dei fogli di polistirolo espanso, dei teli di tessuto bianco ben teso, o anche dei fogli di carta da disegno. Una superficie di questo tipo può essere disposta in modo da ricevere i raggi di una sorgente di luce riflettendoli in un'altra direzione. Un pannello riflettente con la superficie perfettamente lucida riflette la luce in linea retta, come uno specchio, mentre altri pannelli in bianco opaco distribuiscono i raggi e forniscono un'illuminazione molto diffusa. |