Alphonse Bernoud nasce in Francia, a Meximieux, nei pressi di Lione, il 4 febbraio 1820 ed è uno dei primi ad avvicinarsi alla fotografia, iniziando a praticare la tecnica dagherrotipica nei mesi immediatamente successivi all’annuncio della scoperta.

Il suo vero nome è in realtà Jean Baptiste, in famiglia e dagli amici intimi viene invece confidenzialmente chiamato Alphonse.

E’ in Italia già nel 1841 in quanto è documentato un suo dagherrotipo eseguito in quell’anno a Sanremo; frequenta infatti la costa ligure operando come fotografo ambulante.

Nel 1845 sul giornale genovese “Corriere Mercantile” appare una inserzione di tipo pubblicitario con la quale Bernoud annuncia di essere … de passage in cette ville pour quelque temp … e non solo di eseguire ritratti con il metodo inventato da Daguerre, ma di colorarli secondo una tecnica messa a punto da lui stesso; il costo di un’immagine è di 5 franchi e il suo recapito è in Strada Scurreria Palazzo Pallavicini.

A Genova per un certo periodo ha un socio, Lossier, del quale successivamente si perdono le tracce; pubblicizza la propria attività non solo come operatore, ma anche come insegnante di fotografia ed incontra evidentemente un discreto successo dal momento che a partire dal 1850, nel giro di pochi anni apre altri studi a Napoli (Boschetto della Villa Reale), a Firenze (Piazza S. Maria in Campo 434) e a Livorno (Via Vittorio Emanuele 71).

Quando abbandona Genova lascia lo studio in gestione ad un suo allievo, Carlo Molino, il quale però non avrà in seguito grande fortuna; Bernoud è il classico fotografo itinerante, un ambulante di lusso, che gestisce sale di posa in diverse sedi attraverso operatori che lavorano per lui con metodi di ripresa standardizzati, realizzando soprattutto ritratti di membri di famiglie nobili e borghesi.

Il suo inserimento negli alti ranghi della società italiana è testimoniato dal fatto che si presenta come “Photographe de S.M. le Roi et de S.A.R. le Prince de Carignan” mentre la sua abilità di fotografo gli vale riconoscimenti alle esposizioni parigine del 1855, 1857 e 1867.

Esegue ritratti anche presso la corte di Napoli e la sua fama è legata a fotografie molto curate sia dal punto di vista compositivo che qualitativo; il suo successo è tale che viene nominato fotografo ufficiale di corte ed ha occasione di effettuare belle riprese di navi per conto della Marina Militare borbonica.

E’ anche noto ed apprezzato per le foto eseguite ad animali.

Nel 1857 viene inviato in Basilicata, nelle zone colpite dal disastroso terremoto, ed è l’unico a documentare questa tragedia e in particolare la distruzione pressoché totale del paese di Montemurro.

E’ un fotografo molto attento all’evoluzione tecnica: al contrario di altri abbandona il dagherrotipo non appena il nuovo procedimento negativo-positivo introdotto da Fox Talbot è in grado di fornire immagini di livello elevato, passando prima alle lastre al collodio umido e poi a quelle al collodio secco.

Partecipò all'Esposizione Industriale Toscana del 1854 a Firenze; medaglia di II classe all'Esposizione Universale di Parigi del 1855; partecipò all'Esposizione Italiana del 1861 a Firenze e all'Esposizione Universale di Parigi del 1867. Membro della Società Francese di Fotografia dal 1864.

La maggioranza della sua produzione è costituita da ritratti, ma esegue anche riprese di panorami e di monumenti, dedicandosi pure alla foto stereoscopica; con questa tecnica il 30 giugno 1859 realizza alcune immagini dei cantieri della costruenda linea ferroviaria Bologna – Pistoia ubicati nel tratto appenninico, da Pracchia a Pistoia, quello più spettacolare dal punto di vista ingegneristico, dove la linea corre tra viadotti e gallerie per superare il dislivello altimetrico esistente tra il punto di valico (m 617,5 s.l.m.) e la piana di Pistoia. “Ferrovia Bologna-Pistoia: il viadotto di S. Mommé (Collezione Angela Querci - Piteccio)”.

Nel 1864 intraprese la pubblicazione de "L'Italia Contemporanea. Grand'Album di celebrità artistiche, letterarie, diplomatiche, politiche e militari", con biografie redatte da Yorik.

Presso la Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze è conservato il "Catalogo delle fotografie pubblicate da Alfonso Bernoud. Fotografo di S. M. il Re d'Italia e di S. A. R. il Principe di Carignano", Livorno, 1864.

Si dimostra subito padrone di queste tecniche producendo negativi su lastra di vetro dai quali vengono ottenute stampe all’albumina di qualità eccellente, ancora oggi in perfetto stato di conservazione.

E’ attivo per molti anni soprattutto tra Firenze e Napoli, città dove apre probabilmente anche più di uno studio, dal momento che ai recapiti precedentemente citati si aggiungono anche quelli di Via dell’Orivolo 51 a Firenze e di Toledo 256, Palazzo Berio, a Napoli; le sue ultime immagini italiane documentano l’eruzione del Vesuvio del 1872.

Successivamente fa ritorno a Lione continuando a dedicarsi al ritratto fino al 1886.

Lo stabilimento di Napoli fu rilevato da Achille Mauri, lo studio di Firenze ebbe come successore G. Matucci e quello di Livorno fu acquistato dai F.lli Bartolena.

 Muore nel 1889.

Sitografia : http://www.storiadellafotografia.it/2010/03/22/alphonse-bernoud/

http://46.137.91.31/web/catalogazione/search/SchedaDetail.aspx?TSK=FOTOGRAFO&ID=1046&g=5

 

Testmonianze degli spostamenti dei suoi studi e delle medaglie ricevute si possono vedere nelr retro delle CDV di seguito pubblicate.

Formato CDV, stampa all'albumina, datazione 1860-1862, Gli stemmi reali sono uno solo e poi due e l'indirizzo dello studio di Firenze è diverso, non è facile dire la cronologia di chi delle due foto sono stae fatte prima o dopo: l'ipotesi di uno solo stemma reale fa pensare che sia antecedente alla esposizione italiana  di firenze del 1861 , ma è solo una ipotesi

Fondo Capriotti/Zarli

Bernoud Alphonse

Bernoud Alphonse

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Bernoud Alphonse

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Formato CDV , stampa all'albumina , datazione 1864 , ritratto del musicista Ferdinando Giorgetti a Firenze, maestro di violino alla Filarmonica di Firenze.

Fondo Rocchetti/Natalucci

 

Bernoud Alphonse

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