I ritratti prodotti seguendo il contorno delle ombre di un soggetto hanno origini che affondano nell’antichità. Le più raffinate antiche anfore greche presentano stupefacenti illustrazioni di profili, a figura nera a partire dal VII secolo a.c. ed in seguito a figura rossa.
Plinio il Vecchio, in Naturalis Historia racconta il mito della figlia del vasaio  Butade Siconio, da lui indicato come l’iniziatore dell’arte di imprimere i ritratti di profilo nell’argilla. La ragazza osservò l’ombra del volto del suo fidanzato proiettata da una candela sulla parete. Ella eseguì il primo ritratto di questo genere seguendo il profilo del giovane amato quando questi era addormentato.

Il ritratto prefotografico ottico-meccanico nasce dal gusto per l’arte nera della silhouette. Il termine silhouette identifica le figure che rappresentano il contorno dei soggetti come ombra netta e senza dettagli al suo interno. Il vocabolo è associato al nome di Étienne de Silhouette che fu ministro generale delle finanze del re di Francia Luigi XV nel 1759 e promotore di una riforma che impose un rigoroso aumento delle tasse. Gli aderentissimi pantaloni senza tasche, allora di moda, vennero beffardamente battezzati “à la Silhouette” proprio per l’impossibilità infilarci un portafoglio. Silhouette diventò così la parola che indica una semplice sagoma nera.
Gli artisti dotati di particolare abilità manuale erano in grado di ritagliare direttamente con le forbici i profili, ma l’aiuto di un dispositivo ottico-meccanico che consentisse di prelevato in modo “automatico” l’ombra direttamente proiettata dal soggetto comportava la presunta garanzia di realtà oggettiva che poi divenne connotazione specifica della fotografia.

Il primo e più noto di questi procedimenti è il Physionotrace. Inventore del procedimento fu Gilles Louis Chrétien, violoncellista alla corte di Versailles. Il dispositivo integra il sedile per il soggetto con il pannello di registrazione della sagoma, dotato di pantografo. Il ritratto direttamente prodotto con l’ausilio del dispositivo poteva essere realizzato a grandezza naturale. In questo caso era denominato «grand trait». Più frequentemente il profilo veniva eseguito in riduzione grazie ad un pantografo che consentiva di concludere il lavoro con rapidità e precisione. Il volto in primo piano veniva generalmente arricchito in seguito con i dettagli del viso e dell’acconciatura attraverso un intervento artistico soggettivo da parte dell’artista.
Il disegno rilevato dal profilo del soggetto poteva servire per ricavare una placca di rame incisa ed inchiostrabile. Con questa matrice era poi possibile ottenere una buona tiratura di copie del ritratto iniziale.

Chrétien iniziò a produrre ritratti al physionotrace intorno al 1785, associandosi successivamente con Fouquet e con il miniaturista Quenedey. Diversi studi per l’esecuzione di ritratti al Physionotrace vennero aperti verso la fine del 1700 e la tecnica ebbe grande successo presso la nobiltà e la ricca borghesia. I più noti di Parigi furono quelli di Fouquet, Fournier, Quenedey, Bouchardy, Gonord, Godefroy. La moda del physionotrace si propagò nelle capitali europee ed in America e fu praticata fino all’avvento della dagherrotipia.

Il physionotrace è il sistema ottico-meccanico da disegno ritrattistico in profilo più noto, ma diverse altre macchine furono inventate e utilizzate per produrre disegni di profilo e registrare le figure dei volti.
Altri apparecchi sono noti con i nomi di prosopografo (Prosopographus), ediografo (Ediograph), pasigrafo (Pasigraph), profilografo (Profilograph), proporzionometro (Proportionometer), limomachia e delineatore (Delineator) di Charles Schmalcalder. In ogni caso si trattava comunque di dispositivi che dovevano essere manovrati da un operatore dotato di una certa capacità artistica e di buon controllo dei movimenti fini della mano. Il soggetto andava mantenuto perfettamente immobile con qualche genere di artificio che ne fissasse la posizione.

Il ritratto ottico-meccanico viene comunemente considerato come espressione pre-fotografica perché comporta l’impiego di uno strumento meccanico e l’applicazione di principi di ottica. Lo sfruttamento di sostanze fotosensibili era ancora totalmente estraneo alla tecnica della silhouette ma una singolare peculiarità già lo univa alla ritrattistica fotografica: la necessità della presenza fisica del soggetto in posa.

© 2018 by Gabriele Chiesa

Argomento trattato da pag 17 a pag. 24 in Origini della fotografia - 1.3.0, Il ritratto meccanico (1785 - 1840 ca.) >>

Dagherrotipia, Ambrotipia, Ferrotipia. Positivi unici e processi antichi nel ritratto fotografico
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  • Silhouette-1
  • Descrizione: Silhouette che illustra un un articolo di Carl Rosner sul periodico "Gerlonlande" del primo aprile 1906.
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  • Descrizione: Silhouette che illustra un un articolo di Carl Rosner sul periodico "Gerlonlande" del primo aprile 1906.
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  • Descrizione: Silhouette che illustra un un articolo di Carl Rosner sul periodico "Gerlonlande" del primo aprile 1906.
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  • Descrizione:

    Goethe in colloquio con Fritz de Stein; figlio della sua amata Carlotta.

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  • Descrizione: Silhouette che illustra un un articolo di Carl Rosner sul periodico "Gerlonlande" del primo aprile 1906.
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  • Descrizione: Silhouette che illustra un un articolo di Carl Rosner sul periodico "Gerlonlande" del primo aprile 1906.
  • Convenient Machine for Drawing Silhouettes
  • Descrizione:

    L’incisore inglese Thomas Holloway fu un precursore del ritratto meccanico. Con questa illustrazione presentò una versione semplificata del physionotrace “A Sure and Convenient Machine for Drawing Silhouettes”. L’apparecchio non utilizzava un pantografo, ma solamente uno schermo translucido per il ricalco.

  • Macchina di Schmalcalder
  • Descrizione:

    Macchina da disegno di Charles Augustus Schmalcalder per la tracciatura di profili in ritrattistica. Sebbene dalla seconda metà del Settecento e fino all’inizio dell’Ottocento siano
    stati brevettati diversi apparecchi meccanici per il ricalco dei profili, alcuni maestri dell’ “Arte Nera” continuarono a produrre con successo ritratti eseguiti esclusivamente a mano, ritagliandoli con le forbici su carta nera.

  • Macchina physionotrace di Gilles Louis Chrétien
  • Descrizione:

    Schema costruttivo del sistema di riproduzione meccanica a pantografo del Physionotrace di Gilles Louis Chrétien per la produzione di ritratti di profilo.

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