Mi è capitato di sentir dire “avevo una macchina fotografica che faceva delle foto stupende!”.
Le macchine fotografiche non fanno fotografie: sono le persone che decidono quali fotografie fare e come farle. Ovviamente possiamo delegare tutto agli algoritmi di Intelligenza Artificiale, ma una buona fotografia nata grazie a programmi software, magari con aggiunta una buona dose di culo, non è tua. Difficilmente inoltre l'efficacia nasce da un caso fortuito.

In fotografia ci vogliono mente, cuore ed occhio. Mettere la fotocamera in AUTO per concentrarti sull'inquadratura è come illudersi di guidare quando hai preso il treno. Arrivi esattamente dove vuoi, ma sono cose diverse.
Tuttavia il valore del risultato non sta nella fatica che hai fatto ma nella consapevolezza dell'atto, nelle competenze e nelle scelte che hai messo in gioco.
In fotografia come in montagna: qualcuno preferisce arrivare in seggiovia e qualcun altro in ferrata, seguendo l'Alta Via.
Per qualcuno conta dove arrivi. Per qualcun altro conta il cammino.
Anche nella vita.

Partendo da queste considerazioni mi pare di poter constatare che la fotografia digitale, oltre a semplificare enormemente l’atto fotografico, ha ristretto le opportunità di scelta creativa intenzionali e divergenti, spingendo alla facile discesa verso l’omologazione.
Osservo in chi segue i miei corsi il desiderio di riappropriarsi di competenze e capacità di controllo ed intervento che gli automatismi tendono a sottrarre.
Pertanto intendo qui proporre un approccio all’esposizione fotografica utile a comprendere alcuni principi che restano fondamentali anche per le tecnologie digitali più avanzate.

Disco calcolatore per l'esposizione in luce diurna. Daylight Exposure Dial. No batteries required ;-)

Disco calcolatore per l'esposizione fotografica in luce diurna. Kodak Daylight Exposure Dial. No batteries required ;-)

Esposizione in fotografia

Una pellicola si impressiona o un fotosensore registra l’immagine proiettata dall’obiettivo in quanto la luce produce effetti fisico-chimici o eccitazione elettro-magnetica.
Come insegna ogni manuale ed ogni scuola di fotografia, l’obiettivo finale è quello di effettuare un prelievo del fenomeno ottico così come si preleva un bicchiere d’acqua per dissetarsi.
L’acqua viene assimilata alla luce per spiegare l’esposizione a partire dalla luce esistente utilizzando l’analogia del rubinetto per spiegare come può essere regolata l’apertura ed il tempo (diaframma ed otturatore). Un terzo elemento è la sensibilità ISO.
L’esposizione resta soggettiva e sottoposta al gusto. Proprio come quando si richiede un bicchiere d’acqua: ci sono persone che dicono subito “basta, basta!” ed altre che ne chiedono ancora un po’ o addirittura il bicchiere pieno fino a traboccare.
Qual è l’esposizione esatta di ogni singola ripresa? La risposta esatta è “dipende”.
Detto questo è comunque ragionevole considerare la necessità che si formi un’immagine di leggibilità comunemente accettabile ed è a tale valore medio del tutto teorico e sempre discutibile che intendo riferirmi in questo articolo.
La logica dei programmi che gestiscono la ripresa nelle fotocamere digitali tende a ricondurre l’esposizione al tradizionale valore del “grigio medio” prodotto da una superficie uniforme che riflette il 18% della luce. Il problema è che solitamente non si fotografa un cartoncino grigio medio :-)
Il soggetto della fotografia potrebbe essere una pecora bianca sulla neve o un pezzo di carbone su un tavolo di granito nero. L’esposizione dipende sempre da qual è il soggetto, da come e da cosa intendiamo mostrare.
Gli esposimetri di cui sono dotati le fotocamere misurano la luce riflessa e dunque il valore rilevato dipende da molti fattori, cambiando in modo considerevole anche quando soggetti molto diversi tra loro sono illuminati esattamente dalla stessa luce.
Gli esposimetri professionali sono dispositivi autonomi che operano separatamente dalla fotocamera e consentono di misurare anche la luce incidente, cioè l’illuminazione effettiva e localizzata ricevuta da una determinata zona del soggetto. La luce incidente non è condizionata dal colore o dalle qualità superficiali del soggetto, dal momento che è semplicemente la luce esistente. Questa misurazione è utile per ragionare sul risultato che si desidera ottenere in termini di esposizione fotografica.

Disco esposimetrico - Tabella di posa AGFA

Disco esposimetrico - Tabella di posa AGFA per la luce diurna ed artificiale

Tempo/Apertura/ISO
La misurazione in luce riflessa effettuata dagli esposimetri di cui sono dotate le fotocamere è oggetto di  numerosissimi e diversificati sistemi di rilevazione. Soluzioni di valutazione a matrice di punti, spot, integrata, media, a prevalenza centrale, pesata, a intelligenza artificiale…
E se si tornasse un po’ ad usare l’intelligenza umana?
Non intendo proporre un cieco ritorno alla valutazione “a occhio” come spesso accadeva decine d’anni fa, quando ancora tutti i fotografi usavano la pellicola. Tuttavia un po’ di consapevolezza su come possiamo usare la luce per fotografare, forse non guasta.
Se si conoscono i fattori in gioco, i parametri da considerare, le opzioni a disposizione… si può giungere ad una fotografia più consapevole ed efficace.

Tempo/Apertura/ISO

A una data sensibilità ISO, per una determinata scena, possono essere scelte varie coppie tempo/diaframma. Il ragionamento che si segue in fotografia fa riferimento al concetto di STOP. Uno stop è lo scarto di esposizione che porta al raddoppio oppure al dimezzamento della quantità di luce che giunge sulla pellicola o sul fotosensore durante l’esposizione.

Tra ciascuno di questi valori di diaframma c’è uno stop:

f/ :          1.4, 2, 2.8, 4, 5.6, 8, 11, 16, 22, 32, 45, 64

Non tutti gli obiettivi arrivano ai valori di diaframma più aperti perché non sono ottiche particolarmente luminose, così come non tutti gli obiettivi sono dotati di diaframmi capaci di chiudersi ai valori estremi.

 Tra ciascuno di questi valori di tempo controllato dall’otturatore (secondi e frazioni di secondo) c’è uno stop:

T:            8s, 4s, 2s, 1s, 1/4, 1/8, 1/15, 1/30, 1/60, 1/125, 1/250, 1/500, 1/1000, 1/2000, 1/4000

Non tutte le fotocamere dispongono dei tempi più rapidi. Generalmente le fotocamere consentono l’impostazione di valori intermedi, tanto sui tempi che sui diaframmi, in modo da permettere regolazioni di 1/3 oppure ½ stop.

A una data sensibilità ISO, per una determinata scena, una volta scelta una coppia tempo/diaframma, la densità dell’immagine rimane costante chiudendo o aprendo di uno o più stop il diaframma e compensando con un identico opposto scarto di stop sui tempi. Allo stesso modo ogni scarto di stop impostato sui tempi va compensato con un reciproco recupero in termini di stop sui diaframmi
In buona sostanza e come esempio, una ripresa a 1/125 a f/8 produce la medesima densità d’immagine che a 1/250 a f/5.6
Ovviamente scegliere un tempo più rapido oppure più lento comporta conseguenze formali ed espressive. Allo stesso modo, scegliere un diaframma più aperto o più chiuso comporta effetti formali ed espressivi. Anche la distanza di messa a fuoco comporta ovviamente conseguenze, ma tutto ciò non è oggetto di questo articolo.
Questo articolo si occupa di esposizione manuale senza ausilio di esposimetro. Obiettivo di questa scelta operativa è quello di esercitare mente ed occhio a valutare le condizioni di ripresa senza supporti tecnologici per migliorare la propria autonomia in termini di competenza e controllo della ripresa fotografica.

I veri fotografi professionisti sono in grado di decidere immediatamente la coppia tempo diaframma che serve in una determinata situazione, con un certo valore ISO. I professionisti del reportage non stanno nemmeno a pensarci: in un certo senso, direi che si trovano tempo e diaframma già impostati :-)
Come un provetto automobilista non pensa “ora premo la frizione e scalo la marcia dalla terza alla seconda”… a un provetto fotografo di street o di reportage, tempo e diaframma “vengono spontanei” :-)
Per arrivare a questo livello occorre grande esperienza… cosa che tanti chiamano “mestiere”.
Può un semplice appassionato fare qualche passo in questa direzione?
Credo che la risposta possa essere positiva se si comincia a mettere in OFF qualche automatismo, guardare alle indicazioni esposimetriche della fotocamera come indicazioni discutibili, mettere in ON cervello ed occhi.

Tabella per l'esposizione - Libretto istruzioni fotocamera Ferrania Falco

Tabella per l'esposizione - Libretto istruzioni fotocamera Ferrania Falco

Valore luce EV

L’esposizione fotografica si valuta a partire dalla luce disponibile.
Gli esposimetri professionali separati dalla fotocamera  forniscono il valore luce EV.
Il valore luce EV o Exposure Value dipende dalla sensibilità ISO. Il valore LV o Light Value è invece un numero che fornisce la misura di luminosità in termini assoluti. Il valore LV prescinde dalla sensibilità.
Il valore EV corrisponde al valore LV a 100 ISO.
Il valore EV è relativamente semplice da valutare anche senza esposimetro e consente di ragionare facilmente sull’esposizione in termini di STOP.
Per esempio, una situazione  LV 14 ha valore EV 14 a 100 ISO, valore EV 13 a 50 ISO, valore EV 15 a 200 ISO.
Altro esempio. A 400 ISO l’esposizione è due stop inferiore rispetto a 100 ISO: due valori diaframma chiusi, oppure due valori tempo più veloce, oppure un diaframma più chiuso ed un valore tempo più veloce. Ciò significa che un LV 14 comporta a 400 ISO un EV 16.
Il valore LV può essere stimato usando come riferimento la tabella che segue. Il valore EV calcolato in base alla sensibilità ISO che si sta applicando alla ripresa fotografica. Come già precisato, se si considera una sensibilità di 100 ISO, il valore LV coincide con il valore EV.

Valori LV  e livelli di illuminazione corrispondenti ad EV a 100 ISO

LV

Illuminazione esistente

-6

Notte, assenza di illuminazione artificiale, ambiente illuminato dal cielo stellato.

-5

Notte, nessuna luce artificiale, luce da un quarto di luna, luna crescente.

-4

Notte, nessuna luce artificiale, mezza luna, luna crescente alta nel cielo, stelle cadenti.

-3

Notte, nessuna luce artificiale, luce di luna piena, cielo limpido.

-2

Notte, nessuna luce artificiale, luce di luna piena alta nel cielo, cielo limpido, neve a terra.

-1

Debole illuminazione artificiale indiretta

0

Illuminazione artificiale indiretta

1

Edifici illuminati in lontananza, skyline della città con luci notturne

2

Debole illuminazione stradale notturna. Ambiente con fulmini. Soggetto a 20 cm da candela

3

Fuochi d’artificio. Illuminazione stradale notturna.

4

Illuminazione con candele. Buona illuminazione stradale notturna. Sotto ad un lampione.

5

Interni con illuminazione media. Ambienti con illuminazione artificiale. Traffico notturno.

6

Interni con buona illuminazione. Notturni in luna park e fiere. Schermi dispositivi digitali.
Interni con luce filtrata da tende, senza sole diretto.

7

Intensa illuminazione stradale notturna. Eventi indoor con buona illuminazione.
Ambienti interni ben illuminati in luce fluorescente/led. Luce esistente 10 minuti prima dell’alba e dopo il tramonto. Interno di bosco/foresta con vegetazione estremamente fitta.

8

Luci di vetrine ben illuminate. Illuminazione artificiale intensa in centro metropolitano. Gallerie ed esposizioni con buona illuminazione. Interni con luce solare filtrata da tende.

9

Luce esistente 10 minuti dopo il tramonto o prima dell’alba. Gallerie, eventi e spettacoli in ambienti fortemente illuminati. Ambienti con illuminazione brillante al neon o led.

10

Esterno in luce solare con cielo molto nuvoloso con o senza pioggia. Insegne luminose.
Albe e tramonti. Paesaggi subito dopo l’alba o il tramonto. Soggetti in ombra profonda.
Arcobaleno con cielo molto nuvoloso sullo sfondo. Cielo completamente coperto da nuvole.

11

Paesaggi e cieli all’alba o al tramonto. Soggetti in ombra all’aperto, con cielo coperto.

12

 

Esterno in luce solare con cielo nuvoloso o mediamente coperto, con o senza pioggia. Paesaggi poco prima del tramonto.

13

Esterni nelle ore di maggiore luminosità con cielo coperto, piovoso. Luce prima del tramonto

14

 

Esterni in luce solare diretta con cielo poco nuvoloso, da primavera inoltrata al primo autunno nella fascia oraria pomeridiana. Con luce laterale aprire di uno stop, in controluce aprire due stop.
Soggetti illuminati da sole offuscato e ombre leggere.

15

 

Esterni in luce solare diretta con cielo sereno o lievemente velato, da primavera inoltrata al primo autunno di prima mattina o nel pomeriggio. Correzioni stop come per EV 14.

16

 

Esterni in luce solare diretta con cielo limpido. Riprese in sole pieno.
Soggetti su spiaggia o campi di neve e cielo soleggiato. Correzioni stop come per EV 14.

17

 

Riprese in pieno sole di soggetti chiari o particolarmente brillanti o riflettenti, abbigliamento bianco, marmo ed edifici molto luminosi. Illuminazione d’alta montagna in sole pieno.

18

 

Illuminazione artificiale ravvicinata, diretta ed intensa. Soggetti chiari al sole in alta montagna.
Soggetti chiari in pieno sole con riflesso di superfici d’acqua o di neve.

19

Illuminazione artificiale ad alta intensità.

20

Estremamente luminoso. Sorgenti speciali di illuminazione artificiali ad altissima intensità.

 

Considerato un determinato valore EV si può utilizzare una tabella di coppie tempo/diaframma per l’esposizione.
Su ebay si possono trovare facilmente dischi esposimetrici vintage, ma è semplice costruirsene uno.
Il modello del disco calcolatore per l’esposizione “Exposure Wheel di Branco Ottico” e le istruzioni per la sua costruzione possono essere scaricate gratuitamente qui:
http://www.brancoottico.fineartlabo.com/utilities-tutorials/exposure-wheel/

Il modello del disco calcolatore per l’esposizione Exposure Wheel di Branco Ottico

Il modello del disco calcolatore per l’esposizione Exposure Wheel di Branco Ottico

Senza fare uso di un esposimetro è possibile persino applicare il Sistema Zonale utilizzando un altro disco calcolatore di semplice realizzazione:
http://www.largeformatphotography.info/articles/ZoneDial.pdf

 

© 2016 by Gabriele Chiesa

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